Oggi parliamo di quella che può essere considerata l’anima di ogni lievitato di alta qualità, la cui semplicità e genuinità di composizione si contrappongono allo stupore del saperla “materia viva”: stiamo parlando del lievito madre, o lievito naturale. In questo articolo vedremo insieme:

  • Lievito madre: alcune curiosità;
  • Consigli per realizzare una colomba con il lievito madre.

Lievito madre: alcune curiosità

Il lievito madre ha origini antichissime, individuate nell’Antico Egitto attorno al 3000 a.C., e se curato con le dovute precauzioni, è in grado di “sopravvivere “ anche più di 100 anni! In Italia quello più longevo risale al 1848, anno dell’Unità d’Italia, ed è detenuto da una ricercatrice e chef di Salerno, Sara Papa. Viene definito “pasta viva” poiché i due semplici ingredienti che lo compongono – acqua e farina – restando a contatto prolungato, innescano una reazione. I vantaggi del realizzare questo genere di lievito piuttosto di quello industriale, sta non solo in una maggior resa del sapore e della lievitazione in sé, ma anche in un maggior tasso di digeribilità.

Consigli per realizare una colomba con il lievito madre

Certo lo sappiamo, la colomba è di per sé un dolce di difficile elaborazione, e aggiungere a questo il realizzarla con del lievito madre potrebbe rendere il procedimento ancor più ardimentoso, ma niente paura! Ecco alcuni consigli pratici: vi assicuriamo che al di là dell’impegno, ne vale decisamente la pena!

  • Affidatevi ad una buona impastatrice: anche se la lavorazione a mano ha qualcosa di affascinante e di genuino, se siete alle prime armi e dovete semplificare il processo, una buona impastatrice può davvero fare la differenza;
  • La pasta madre che utilizzerete per la vostra colomba deve essere matura e con il giusto tasso di acidità: abbiate cura di rinfrescarla ogni giorno per una settimana con la stessa farina che utilizzate per la colomba, e il giorno del primo impasto, fare tre rinfreschi consecutivi.
  • Ricordate che il risultato finale della vostra colomba dipenderà al 50% dalla qualità del lievito madre che avrete utilizzato, e al 50% dalla qualità dei restanti prodotti che la compongono.

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